TEMPORA TEMPORE TEMPERA #02 -Luna di Capodanno-

Oggi mi sono ritrovata con il naso all’insù ad osservare quella piccola Luna che sembrava quasi riempire il cielo impadronendosi del tramonto. E lì sul balcone, acciambellata e incappucciata per il freddo, la guardavo e la mia mente viaggiava.
San Silvestro e Capodanno sono così.
Sono giorni in cui il tempo che scorre non è più coperto dal mantello dell’invisibilità e dell’indifferenza. Si sente il fruscio dei suoi passi mentre cammina lungo la sua strada. Sono giorni in cui le nostre barriere a volte crollano e ci si ritrova a pensare a quello che è stato e a quello che si vorrebbe realizzare nei mesi successivi.

Lì, dove “Dolce e chiara è la notte e senza vento”, ho sentito il peso del tempo.

Non è stato un anno semplice.
Ci sono stati momenti meravigliosi in cui tutto quello che desideravo era lì. Vedevo i miei sogni realizzarsi mentre scrivevo pagine e pagine di quella storia che è già scritta dentro di me da anni. Li sentivo vicini quando pensavo ai mesi che sarebbero arrivati. Erano lì quando a primavera ero su una spiaggia ad osservare le onde del mare. Li afferravo con la mano quando vedevo e sentivo le persone a cui tengo di più. Erano al mio fianco quando ho visto laurearsi quella persona a cui voglio un bene infinito e che farà sempre parte di me.
Ma ci sono stati anche momenti non facili. Momenti in cui ti rendi conto che hai inseguito un sogno che non potrai realizzare perché non sei fatta per quel sogno, perché quella purtroppo non è la tua strada. Era la strada di quando eri bambina e ora che sei cresciuta e il tempo ha fatto il suo lavoro lo puoi finalmente capire. Momenti in cui alcune persone se ne sono andate. Una per sempre accompagnata dal mio rimpianto di non esserci stata. Le altre sono quelle che hanno fatto parte di me e che per un motivo o per l’altro bisognava lasciarle andare.
C’è stato poi quel momento in cui ho avuto la percezione che tutto sarebbe cambiato lasciando andare la persona a cui forse voglio più bene. Ci sono state quelle lacrime consapevoli che l’amicizia è così: voler vedere i sogni dell’altra persona realizzati anche se questo significa allontanarsi e forse perdersi per poi con calma un giorno ritrovarsi. Ci sono stati momenti in cui “La tristezza poi ci avvolse come miele”.

Ma alla fine il tempo scorre e che cosa si può fare se non temperare il tempo con il tempo?
Si va avanti, si ricomincia di nuovo da gennaio. Forse un po’ ammaccati ma consapevoli di quello che si è, di quello che si ha e di quello che si vuole.

E sotto questa Luna non si può non pensare che qualunque cosa succeda infondo ne vale sempre la pena.

F.

TEMPORA TEMPORE TEMPERA #01 -Incipit-

Questo proverbio latino, che ho oramai fatto mio, tradotto suona così: “Tempera il tempo con il tempo.”
Si potrebbe dire che ciò che in un tempo lontano suscitava dei forti sentimenti di qualunque genere (odio, amore, passione, indifferenza, angoscia, frustrazione, dolore o quant’altro) con il passare inesorabile del tempo si affievolisce, perde la sua forza.
Perde il suo colore.
Quello che in passato riusciva a pizzicare le corde dell’animo umano ora solamente le sfiora appena. Un po’ come questo leggero vento di fine settembre. Leggere, impalpabili e fresche carezze a quelle piante forse stanche e arse da quattro mesi di sole.

A volte ci si domanda perché ci si ritrovi in queste situazioni quasi senza accorgersene. Perché quello che prima era così forte, caldo e presente ora è quasi una pallida foschia. Perché il tempo passa? E perché lo fa in questo modo?

Beh, una prima risposta è molto semplice. Perché è così che deve andare. E’ questo il mondo in cui viviamo.
Lo spazio-tempo in cui siamo ha tre dimensioni spaziali e una quarta dimensione che è quella temporale. Il tempo appunto. Questa quarta dimensione ha una sola direzione percorribile. Sempre e solo avanti. Inesorabilmente. Senza pause.
Feynman, il grande fisico Richard Feynman,  diceva che “il tempo è tutto ciò che accade quando non accade nient’altro“.
Ed è proprio così. Può apparentemente non succedere nulla, niente di eclatante, nessun evento che cambi radicalmente la nostra vita, ci si può sentire fermi, statici ma la realtà è che il tempo comunque sta scorrendo.
Questo fa si che tutto quello che ci circonda evolva nel tempo e con il tempo. Ogni cosa.
E quindi anche noi. Noi con le nostre passioni, con i nostri desideri, con i nostri sogni, con le nostre sofferenze, con le nostre prigioni in cui a volte da soli ci rinchiudiamo.
Noi e i nostri rapporti con le persone che ci circondano.

Non bisogna infatti dimenticare che, come disse forse per primo Aristotele, “l’uomo è per natura un essere sociale“.
Durante tutta la nostra vita non facciamo altro che creare e disfare e poi di nuovo creare legami con chi ci sta attorno. Di ogni tipo.
In primis un legame di dipendenza dai nostri genitori quando siamo bambini e contemporaneamente la prima forma di amore che possiamo conoscere. Subentra poi il rispetto per le regole che i nostri genitori, poi la scuola e poi l’intera società ci impongono. Arriva poi il rifiuto di alcune di esse. Per meglio dire, inizia a crescere in noi un necessario senso critico, fondamentale per poter trovare la propria strada. E lungo questa strada ci troviamo a conoscere e ad incontrare persone di ogni tipo con cui si creano legami a volte di amicizia, qualche volta di amore, di lavoro e di qualunque altro genere.

A volte tutto appare semplice, prevedibile. Un po’ come quando si va avanti sulla linea dei numeri naturali N. Dopo il numero 1 sai che c’è il 2, facendo un balzo arrivi tranquillamente al 3, senza sforzi al 4 e così via. In modo indolore.

Alte volte invece è come trovarsi davanti ad una successione di numeri apparentemente messi a casaccio senza capire come si possa passare dal primo al secondo, poi al terzo, al quarto etc etc. Matematicamente parlando, non si riesce a trovare la funzione generatrice che ci permetta di trovare qualsiasi n-esimo termine di questa serie. Abbandonando questa similitudine matematica, chiunque sa che ci sono momenti in cui non si riesce proprio a trovare la chiave giusta per la quella particolare serratura.
Non si sa cosa fare, come uscire, se uscire, se è stato giusto entrare, se non si vuole uscire ma neanche si vuole stare dentro. Momenti in cui semplicemente non si riesce a stare bene.

Ma allora perché, ci si domandava all’inizio, tutto ad un certo punto passa?
Non credo che ci sia una risposta assoluta.
Forse per istinto di sopravvivenza. Forse perché ad un certo punto si capisce, probabilmente inconsciamente, che non ha senso farsi ancora inutilmente del male.
Ad un certo punto problemi e situazioni avverse vengono visti sotto un’altra luce. Con il giusto distacco si può trovare una soluzione che forse prima non si riusciva a vedere.
Quando c’è il Sole non puoi vedere la Luna ma con il buio hai di sicuro più probabilità. E se non la vedi subito aspetta un po’, magari è la Luna nuova e devi solamente aspettare che cresca.

Come si può capire, non c’è un’unica risposta a tutto ciò.
Quello che alla fin fine conta è riuscire ad andare avanti per la propria strada. Anche facendo fatica ma andando sempre avanti.
Vivere nel modo in cui si ritiene opportuno, cercando di essere sinceri e leali con se stessi e con gli altri, coltivando le proprie passioni e i propri sogni, arricchendosi degli incontri fatti, facendo entrare persone speciali nella propria vita pur essendo consapevoli che un giorno o l’altro alcune sceglieranno altre strade.

Di tutto questo ogni tanto parlerò.

F.

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